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    February 28

    Booohhhh

    Sinceramente non lo so perché ancora ci penso, però mi capita.

    Si è finita, da secoli, è morta e sepolta.

    Però qualche volta mi capita di pensarci con nostalgia.

    No, nessun rimpianto, per fortuna. Con lui non mi pento e non rimpiango niente.

    Ma a volte mi manca.

    Forse perché è una persona che ho davvero amato. Forse perché mi piacerebbe amare con la stessa RABBIA con cui amavo lui. Si perché per amare bisogna odiare, bisogna odiare quella persona, perché la ami talmente tanto che ti fa male non averla accanto ogni momento. E la odi, quanto la ami. Dicono che la sofferenza alla fine di una storia sia inversamente proporzionale all’intensità della storia. Bene, io dopo 5 anni ci ho sofferto ancora come un cane. Vuol dire che l’ho amato così tanto da portarmelo dietro per 5 anni?! Pazzesco.

    Era bello però. Il primo amore. Che dolce.

    Era così bello quando mi sorrideva, ed io camminavo ad un metro da terra. Era bello quando un solo tenersi la mano era così emozionante che il giorno dopo se non me la teneva di nuovo mi veniva da piangere.

    Poi si cresce. Si capisce che una mano non è niente in confronto al resto, che un sorriso non vale nulla.

    Ma tutti i castelli che ci costruivamo su quei sorrisi?

    A volte credo che crescendo si perda la bellezza delle cose. Io credo che ci sia bisogno di dare ad un sorriso la stessa intensità che gli si dava quando si avevano 13 anni. Non voglio perdere quella magia che c’era. Forse è per questo che mi innamoro con difficoltà. A me non basta un complimento, non basta un bacio.  Ci deve essere magia, complicità, gioco. Deve essere come quando si avevano 13 anni. Deve darmi le stesse sensazioni di allora, deve farmi male.

    Io non sono il tipo che si innamora ogni giorno. Non le capisco proprio quelle persone che si lasciano e dopo due giorni sono già innamorate di nuovo. Che dicono “ti amo” ad ogni persona con cui stanno insieme, che non lasciano perché è finita ma lasciano per noia. Forse è giusto così alla nostra età. Forse sono io quella sbagliata, sono io che do troppo peso alle cose.

    Mi chiedo in continuazione se c’è qualcuno là fuori che sia adatto a me, che sia destinato a me. Mi chiedo cosa sta facendo, a cosa sta pensando, se immagina che un giorno ci incontreremo. E come lo immagina.

    A volte mi manca provare quella sensazione. “Quella”.

    Forse perché sono una persona difficile da amare, sono un carattere così particolare che amarmi diventa quasi impossibile.

    Mi manca essere amata. Forse è per questo che mi manca lui. Perché so che una volta mi amava anche lui come lo amavo io. Ma a 13 anni che cazzo ne sai dell’amore? Forse è più amore a 13 anni che a 20. Perché a 13 anni sei completamente incosciente, sai cosa vuoi perché te lo detta il cuore, ma non ne hai la più pallida idea di cosa sia giusto e cosa no. Lo fai e basta. E Dio se è bello. Quell’inconsapevolezza che ti porta a baciare qualcuno al prima volta, a farci l’amore la prima volta, a tradire o essere tradito la prima volta.

    Ogni tanto mi chiedo se mi abbia mai tradita. Però non credo. Ci siamo lasciati perché voleva provarci con un’altra. Fine della storia. Poi che io abbia fatto la stronza e sia andata con un altro il giorno dopo, e lui si sia incazzato, beh, questo è un altro discorso.

    Mi chiedo perché siano dovuti passare cinque anni, perché dopo che ci siamo lasciati non sia finita invece di andare avanti per tre anni, perché dopo due anni lo abbia dovuto rivedere, e lo abbia dovuto amare di nuovo. Mi chiedo perché l’ho amato, perché gli ho permesso di farmi così male. Mi chiedo perché dopo 5 anni sia ancora qui a dire che mi manca. Lo amo ancora? No. Credo di no. Ora credo che se ci provasse di nuovo la mia risposta sarebbe no. Anche se la tentazione di cedere di nuovo sarebbe incredibile. No, perché non voglio più permettergli di farmi male. Perché non voglio più amarlo, perché voglio emozioni nuove, voglio nuovi baci, nuovi abbracci, nuova passione, nuovo amore. Da una parte lo voglio ancora, con tutta me stessa. Ma dall’altra, no. Dall’altra lo odio. Per il dolore che mi ha causato. Per le notti insonni che mi ha fatto passare per 5 anni. Non voglio più urlare a qualcuno, qualsiasi sia il suo nome, Dio o Buddha, di farmi passare quel dolore, di farmi smettere di piangere, di farmi smettere di sentire il suo odore addosso a me, di farmi smettere di piangere, di farmi smettere di pensare a quello che mi diceva, di farmi smettere di pensare che stava mentendo, che è un bugiardo, che non cambierà mai. Basta. Voglio farlo per una persona nuova, una che mi ami davvero, che non si prenda gioco di me, che non mi dica che gli sono mancata, non voglio essergli mancata, perché voglio essere una cosa nuova per lui.

    Ho voglia di amare. Non tanto di essere amata, quanto di amare. Ho voglia di baciare, di fare l’amore, di dedicare una canzone, di avere nuovi ricordi, di sentire nuovi profumi e ricevere nuovi sguardi.

    Ma io lo so, lo so che questo amore è bastardo e arriva quando meno te lo aspetti e con la persona meno indicata.

    Mi sono innamorata 2 volte, se è stato amore. Forse una sola, perché ho l’impressione che la seconda volta non sia stato amore, ma testardaggine. Alla fine aveva ragione lui. Il mio non era amore, era… bisogno di qualcuno vicino, e lui era lì. Ho sofferto, tanto. Ma non so perché ho l’impressione che mi abbia fatto più male innamorarmi di Ste.

    Però sono passati 2 anni prima che io riuscissi a provare qualcosa per qualcun altro che non fosse Ste.

    Mi sorge un dubbio. E se io di Ste non abbia mai smesso di essere innamorata? Possibile che io lo abbia amato per 5 anni? Ora non lo amo più. Non lo voglio più. E sono contenta. Ma l’ho davvero amato così tanto?

    Era difficile cancellare le tracce di lui su di me.

    Prima lo volevo cancellare, ora voglio ricordarlo, e mai più riprovarlo.

    Voglio un amore nuovo.

    Non so se arriverà, quando arriverà e se sarà una cosa lunga o una cosa breve, non so se sarò pronta ad amare di nuovo. Però so che ci proverò e che se amerò, lo farò con tutta me stessa.

    Perché io amo raramente, ma quando amo, amo con il cuore, con la testa, con gli occhi, con le mani, con il fegato, con i reni…

    February 02

    Ricorda

    Io non voglio.
    Non voglio.
    Ma è così.

    Sto lentamente dimenticando.
    Sto lentamente cancellando.

    Non mi ricordo più il suo viso, il suo profumo, la sensazione che la sua pelle mi dava al tatto, non mi ricordo più la sensazione dei suoi capelli tra le mie dita, non mi ricordo più le sue mani.
    Non voglio dimenticare.

    ---(Cerca di ricordare)---
    Mi ricordo quella sera, mi ricordo la mia stanza, il mio mollettone verde acqua, la sua maglietta disegnata, il bottone dei miei pantaloni che non si apriva, le mie lenzuola gialle, la videocassetta che andava, il suo braccio che mi avvolgeva, il mio reggiseno viola e nero, la sicurezza e la dolcezza con cui faceva le cose, la semplicità con cui era successo, il profumo del mio bagnoschiuma ai fiori bianchi, il mio cellulare che squillava perché mi mandavano messaggi e la sua faccia scocciata nel chiedermi “chi è?”…
    Mi aveva promesso di insegnarmi a guidare, e sto imparando con un istruttore vecchio e antipatico.
    Mi aveva promesso di portarmi a cena ai miei 18 anni, e non c’era.
    Mi aveva promesso che non mi avrebbe mai abbandonato, e l’ha fatto.
    Ricordo anche quel pomeriggio nel lavaggio per i cavalli, quando ci facevamo il solletico, e lui mi ha abbracciato forte.
    Ricordo la sua mano sulla mia gamba mentre stavo seduta vicino a lui.
    Ricordo la sera in macchina, quando mi ha stretto a lui, quando mi ha sussurrato “no, tu stai qui”, quando mi accarezzava i fianchi dolcemente, quando mi chiedeva in continuazione “come stai?”.
    Ricordo che gli piaceva il caffé decaffeinato, il campari col bianco, la camicia verde chiaro, gli piacevano le caramelle strane e non mangiava carne.
    Ricordo il giorno del suo compleanno, ricordo il suo braccialetto.
    Ricordo il giorno in cui mi è venuto a prendere a scuola, e come stavo svenendo dall’emozione.
    Ricordo la sua guida “sportiva”.
    Ricordo il capodanno che abbiamo passato insieme.
    Ricordo la registrazione che c’è su cellulare.
    Ricordo che aveva il segno dell’abbronzatura con la maglietta.
    Ricordo che gli dovevo fare una cassetta con su delle canzoni, e non gliel’ho mai fatta.
    Ricordo che i suoi occhi erano color nocciola.
    Ricordo che mi aveva detto che se fossi sparita mi avrebbe cercata.
    Ricordo che ha fatto l’influenza quando l’ho fatta io.
    Ricordo la sua fissa per il sette d’oro quando giocava a scopa.
    Ricordo quando mi ha detto che prima di farmi del male dovevano passare sul suo corpo.
    E poi ci sono una miriade di cose che non voglio ricordare, perché fa troppo male.

    Non voglio ricordare cosa è successo quella sera, perché è stata la prima ed unica volta, e fa troppo male.
    Non voglio ricordare quando abbiamo smesso di sentirci.
    Non voglio ricordare il momento in cui ho sentito dire che era tutto finito.
    Non voglio ricordare quando sono arrivate Monica e Carlotta.
    Non voglio ricordare che Carlotta porta il braccialetto che IO ho regalato a LUI.
    Non voglio ricordare che mi sono comportata male con lui.
    Cerco di ricordare… Ma è così difficile.

    Io non voglio dimenticare.

    Mi manca…